“Soggetto e predicato; se volete aggiungere un complemento chiedete al caporedattore”. Amava dire così ai neogiornalisti appena arrivati in redazione, Vittorio Zucconi. È la frase che riassume l’importanza di un certo stile nel giornalismo. Scriveva che un giornalista deve avere il talento della chiarezza. Deve tenere presente il contenuto e le cinque doppie wu. Oltre alla cronaca, poi, deve trovare un ‘filing’ con il lettore. Alla pari di chi recita in teatro, nello scrivere un articolo gli incipit e le chiusure sono importanti come le entrate e le uscite sul palcoscenico.
Con la Cerimonia di premiazione si è svolta la XX Edizione del Concorso Nazionale “Carmine Scianguetta”. Sono stati premiati i migliori giornali scolastici che vi hanno aderito. Le regole imposte dal Covid-19 hanno fatto sì che la cerimonia finale con tante scuole e spettacoli in presenza non si è potuta svolgere. Pertanto, la premiazione si è svolta online.
Il premio, portato avanti dall’Istituto Comprensivo “Don Lorenzo Milani” di Manocalzati (AV), promuove questa lodevole iniziativa da circa vent’anni. È l’occasione in cui un’innumerevole quantità di alunni-giornalisti in erba di tutta Italia si ritrovano in Irpinia.
Nella edizione dell’anno scolastico 2019-2020, alla sezione cartacea, ha partecipato anche la testata giornalistica dell’Istituto Comprensivo Montini, Il Montiniano. La giuria gli ha assegnato il 2° posto con questa interessante motivazione: “Il giornale apre la sua prima Pagina con un articolo sulla legalità ed i suoi contenuti interni sono improntati molto sulla stessa tematica; gli articoli sono di gradevole e interessante lettura. Ottimo il risultato che la redazione si é prefigurato; il giornale appare come un valido strumento di riflessione individuale e sociale su tematiche quali l’illegalità, la violenza sulle donne e il bullismo.” Alla manifestazione, oltre alla famiglia del dirigente scolastico a cui è dedicato il premio, ha partecipato anche il direttore del “Il Quotidiano del Sud”, Gianni Festa.
L’obiettivo è stato raggiunto. Le competenze minime relative al giornalismo sono state trasferite.
Con la guida delle professoresse Maria Pece e Miriam Palange, i ragazzi sono riusciti a trattare questioni che hanno toccato non solo la vita scolastica del nostro Istituto, ma anche le problematiche ineludibili di interesse nazionale con cui le nuove generazioni si dovranno misurare. Risalta una su tutte: la legalità. La dirigente Agata Antonelli, nel comunicare i risultati, mette in evidenze come questa tematica, consolidatosi negli anni, nel suo Istituto sia molto sentita. Difatti, da sempre gli insegnanti sono impegnati nell’affrontare argomenti e progetti che diano una formazione al rispetto degli altri. Le regole ci accompagnano a casa, a scuola, in ufficio, in strada, nei giochi e consentono a tutti di vivere meglio e più sereni.
Oltre ai consueti lavori sulle pari opportunità e ai vari incontri con associazioni e rappresentanti del mondo istituzionale, con cui sono stati affrontati i temi del bullismo e de lruolo della donna, da più di un decennio alcune classi riescono a partecipare, il 23 maggio, con il concorso la “Nave della legalità”, che da Civitavecchia arriva a Palermo, alla ricorrenza che ricorda le stragi in cui morirono Falcone e Borsellino. Un percorso didattico che punta a lasciare una traccia nella vita dei ragazzi che vi partecipano.
L’augurio è che, grazie anche a questo piccolo contributo di scrittura, riflessione e divulgazione sui rapporti umani, la società in cui siamo chiamati a vivere domani sia migliore.

 

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